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segnali incoraggianti per il comparto della grafica commerciale e pubblicitaria

29 Gennaio 2009

Grafica pubblicitaria e commerciale avanti, l’imballaggio tiene, soffrono la grafica
editoriale e la cartotecnica.
Italia a crescita zero e turbolenze internazionali ridisegnano gli scenari di settore. L’industria grafica e
cartotecnica trasformatrice nazionale mostra comunque una discreta tenuta. Le indicazioni
dell'Osservatorio AssograficiR08;CentrexpoR08;IAFC Bocconi per il triennio 2008R08;2010
L’industria grafica e cartotecnica trasformatrice italiana mostra una sostanziale solidità, in
rapporto ad altri settori industriali, che le consente di resistere alle difficoltà della congiuntura
economica. La grafica pubblicitaria e commerciale s’avvia a chiudere in positivo l’anno in corso e il
biennio successivo. L’imballaggio in carta e cartone, a dispetto della produzione industriale in calo,
dovrebbe riuscire quest’anno a mantenersi sui livelli del 2007 e ripartire dal 2009. La cartotecnica
risente più marcatamente del clima generale e dovrà soffrire ancora per questo e per il prossimo
anno, prima di attenuare la tendenza negativa con il 2010. Resta difficile la situazione della grafica
editoriale, per la quale i valori negativi, pur con un miglioramento, proseguiranno per tre anni.
Queste indicazioni emergono dal settimo rapporto "Analisi e previsione della produzione nei
settori dell'industria grafica, della cartotecnica e trasformazione di carta e cartone" (2008R08;2010)
realizzato, come ormai consolidata tradizione, dall'IAFC (Istituto di Amministrazione, Finanza e
Controllo) dell'Università Bocconi, per l'Osservatorio in cui la stessa Università è al fianco di
Assografici e Centrexpo.
Va precisato che tutte le macrovariabili a cui ci si era riferiti lo scorso anno, indicavano a livello
previsionale numeri ben diversi da quelli che si stanno registrando nel 2008. Il rapporto eurodollaro
elevato, l’impennata oltre ogni previsione del prezzo dei prodotti petroliferi e, da ultimo,
gli shock finanziari che dagli Usa si sono propagati sui mercati di tutto il mondo, hanno generato e
stanno generando forti contraccolpi nelle economie di tutti i Paesi, in primis in quelli occidentali.
Solo un esempio: il prezzo del greggio per barile era a 60 dollari ad inizio 2007 ed è cresciuto fino a
superare i 140 nel corso di quest’anno.
Fatto significativo è che da qui al 2010, per tutti e quattro i comparti oggetto d’indagine, si
prevedono tendenze al recupero o al rialzo (eccetto la sola cartotecnica, che invertirà la tendenza
negativa solo nel terzo anno), a fronte della crescita zero per il nostro Paese prevista per il 2008 e
di tassi d’incremento del PIL dello 0,5% nel 2009 e dell’1% nel 2010. Per dare una misura degli
scossoni che si sono verificati da un anno a questa parte, basti pensare che l’analogo rapporto,
nella sesta edizione, 12 mesi fa, si basava su previsioni di crescita 2008 del PIL italiano dell’1,4%.
Accanto al PIL con incremento zero, a pesare sugli andamenti dei settori qui rappresentati ci sono
dati come quelli sulla produzione industriale italiana, che quest’anno avrà un calo dell’1,1%, con
lieve miglioramento, restando però in diminuzione, a R08;0,3%, il prossimo anno, e nuovamente in
crescita solo nel 2010 (+0,7%). Il tutto a fronte dell’andamento stagnante dei consumi interni, in
progresso dello 0,6% sia nel 2008 che nel 2009, con lievissima risalita al +0,9% per il 2010.
Fatte queste premesse, ecco le previsioni comparto per comparto, frutto del modello
econometrico. La fascia d’oscillazione di mezzo punto percentuale, fra stima pessimistica e
ottimistica, va come di consueto a compensare la prevedibili fluttuazioni delle macrovariabili
utilizzate.
Imballaggio: domanda interna e congiuntura internazionale stanno frenando, dopo 11 anni di
crescita, il 2008 dell’imballaggio in carta e cartone. La flessione della produzione industriale ha
inciso più che altrove su questo comparto: crescita zero nel 2008 (R08;0,3%/+0,3%), con attese per il
2009 e il 2010, anche in virtù del miglioramento del clima economico, di variazioni positive,
comprese in media tra lo 0,7% e l’1,3% del 2009 e tra l’1,2% e l’1,8% del 2010. Dal 2007
l’Osservatorio è stato arricchito da previsioni specifiche a 2 anni sui principali segmenti del
comparto ovvero cartone ondulato, imballaggio flessibile e astucci e scatole pieghevoli,
rappresentati rispettivamente, in ambito Assografici, dai Gruppi di Specializzazione Gifco, Giflex e
Gifasp. Le dinamiche dei segmenti interne al comparto sono diverse: nel 2008 si prevede stabilità
per il cartone ondulato (R08;0,3%/+0,3%), progresso tra 0,7% e 1,3% per gli imballaggi flessibili e
flessione tra R08;2,8% e R08;2,2% per gli astucci pieghevoli, mentre le difficoltà del settore edile si
riverberano sul segmento dei sacchi a grande contenuto, in calo di circa il 3,5%. Nel 2009
l’imballaggio flessibile dovrebbe continuare a crescere (+2%/+2,6%), il cartone ondulato ripartirà
(+0,9%/+1,5%) mentre gli astucci pieghevoli continueranno ad accusare delle difficoltà (R08;1,8%/R08;
1,2%).
Cartotecnica: la dinamica 2008 mostra segnali di riduzione della produzione tra R08;1% e R08;0,4%, dopo
due anni di produzione in crescita (+1% nel 2006 e +2% nel 2007). Sul comparto incidono le
tendenze contrastanti registrate nel 2008 nelle due aree principali di sbocco, ovvero il mercato al
consumo (meglio) ed le attività industriali (peggio). Vanno bene i prodotti cartotecnici per la
scuola, l’ufficio e la corrispondenza, che crescono del 2%, grazie all’export; soffrono i tubi in
cartone e i prodotti per l’industria (ad esempio, i prodotti per il settore dell’auto). Nel 2009, per il
comparto, si attendono influenze negative dalla produzione industriale e dalla non brillante
dinamica dei consumi, con riduzione tra R08;1,5% e R08;0,9%, cui dovrebbe seguire una lieve flessione tra
R08;0,7% e R08;0,1% nel 2010.
Grafica pubblicitaria e commerciale: sulla scia della ripresa messa a segno nel 2007, resta il
comparto che ha mostrato la tendenza alla crescita più accentuata nel lungo periodo. A consuntivo
2008 l’attività industriale dovrebbe progredire tra il +1,2% ed il +1,8%. Best performance per gli
stampati pubblicitari, per i quali si prevede una crescita produttiva del 3,5% per il 2008, frutto
dell’incremento degli investimenti in promozione e del rinnovato interesse della grande
distribuzione, che è andata a riequilibrare il vuoto lasciato da altri settori. Restano i rischi legati
alla crescente importanza della raccolta pubblicitaria sulla “free press” e lo sviluppo della
pubblicità su Internet, i cui investimenti hanno superato quelli in affissioni. Va male la modulistica,
frenata dai processi di digitalizzazione; il segmento reagisce puntando su prodotti a colori, che
garantiscono maggiore valore aggiunto. Le attese per il 2009 e il 2010 per il comparto risultano
influenzate dalla dinamica degli investimenti pubblicitari e dovrebbero portare a crescite
produttive in media nell’ordine del +1,4%/+2% e +1,9%/+2,5% (sempre al netto degli effetti di
“sgrammatura”).
Grafica editoriale: rispetto alla flessione del 2007 (R08;5,3%) il 2008 chiuderà con un calo, compreso
fra R08;3% e R08;2.4%. Sono in diminuzione i libri, per la contrazione nella produzione di collaterali
allegati ai quotidiani e ai periodici. Si legge poco ma potrebbero essere in controtendenza le
riviste, segmento caratterizzato da segnali di leggero incremento (nell’ordine del +0,2% a tutto il
2008), pur mantenendo alcuni problemi legati al sistema distributivo ed alla concorrenza di altri
media. Le attese per il 2009 ed il 2010 per il comparto mostrano tassi di variazione ancora
negativi, legati potenzialmente ad alcuni problemi nell’editoria scolastica, ma dovrebbero vedere
definitivamente esaurito l’effetto di calo dei collaterali, con riduzioni della produzione comprese in
media tra il 2% e l’1,4% (2009) e tra l’1,5% e lo 0,9% (2010), anche se alcune prossime iniziative di
politica industriale potrebbero dare lo spunto per risultati migliori.

 
 

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