A CARATTERI D’ORO

#4notes

Scrivere a caratteri d’oro è un modo di dire utilizzato spesso per celebrare l’importanza di un’azione o le qualità di una persona, destinati a farsi ricordare dai posteri.  L’oro, del resto, è collegato da sempre a concetti di valore e di importanza e proprio per questo scopo è utilizzato ancora oggi anche nella produzione tipografica.

Nel catalogo 4Graph, per esempio, la stampa a caldo in oro (ma anche in argento) è proposta per la nobilitazione di copertine di libri, cataloghi e riviste, così come per cartelline portadocumenti e biglietti da visita. Su tutti questi stampati, i caratteri d’oro di un titolo o di un logo contribuiscono a rendere memorabile il prodotto e a fare in modo che nella mente di chi lo riceve resti impressa l’attenzione per la qualità che questa lavorazione sa comunicare.

L’utilizzo dell’oro nell’editoria arriva da lontano, per la precisione dell’arte degli amanuensi medioevali, che arricchivano i loro tomi con la preziosità dell’oro disegni, capolettera e altri dettagli dei loro preziosissimi manufatti.

Per applicare l’oro ai manoscritti si utilizzavano principalmente due tecniche: la prima era la foglia d’oro, ottenuta da artigiani che battevano il metallo prezioso fino a ottenere lamine così sottili e leggere da fluttuare nell’aria quando le si lasciava cadere. La foglia veniva applicata sulla miniatura dopo l’applicazione di uno strato di intonaco, composto da gesso e da “bolo armeno” un’argilla rossa che rendeva l’intonaco visibile e consentiva quindi di non sprecare nemmeno un milligrammo del prezioso metallo. La sottigliezza della lamina consentiva ai monaci di stendere il velo d’oro con il fiato, togliendogli le pieghe e pressandolo poi delicatamente con un pezzo di seta, utilizzando il pollice per far aderire la lamina anche ai bordi del cuscinetto di intonaco preparato in precedenza. È da qui che deriva il concetto di rilievografia, ottenibile anche nei caratteri d’oro delle stampe nobilitate che proponiamo nel nostro catalogo.

Tornando alle miniature, l’oro poteva essere applicato anche utilizzando un inchiostro dorato, ottenuto mescolando polvere d’oro e gomma arabica che veniva applicato con un pennello alle parti che dovevano essere evidenziate: il prezioso inchiostro era versato sul tavolo degli amanuensi dentro gusci di conchiglia pratica che ha dato il nome inglese a questo tipo di inchiostro che viene chiamato appunto “Shell Gold”.

Il rapporto fra l’oro e i libri è proseguito poi anche nel corso dei secoli: dalle inestimabili copertine gioiello dei messali medioevali agli angolari in metallo prezioso utilizzati per proteggere le copertine in pelle, dai fregi che adornavano le copertine con cui venivano rilegati i libri stampati fino alle labbrature.

Con il termine labbratura si intende una tecnica di nobilitazione grafica del labbro delle pagine che impedisce l’ingiallimento delle pagine e l’aggressione degli acari della carta. Per una labbratura efficiente il materiale utilizzato deve rimanere saldamente ancorato alla carta, senza staccarsi o distorcersi con le fibre di carta. Al giorno d’oggi è una tecnica quasi scomparsa: sopravvive solamente nella nobilitazione di volumi importanti e documenti speciali di cui può contribuire a impedirne la falsificazione, e in alcuni casi è realizzata utilizzano addirittura l’oro zecchino.

I caratteri d’oro che otterrete sui vostri stampati grazie alla nobilitazione offerta da 4Graph.it sono invece realizzata con una lamina applicata a caldo grazie ad apposite macchine che consentono di applicare anche alla stampa digitale, quindi anche con un numero limitato di copie, questa antica tradizione che ha una storia lunga e preziosa.

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