Quando la grafica… è di moda!

Yves-Saint-LaurentQuanto deve la moda alle arti grafiche? A giudicare dalle passerelle delle scorse stagioni e di quest’anno, davvero tanto! Un connubio, quello tra moda, arte e grafica, che vide Emilio Pucci come pioniere negli anni ’50 con le sue sgargianti fantasie note in tutto il mondo, che istoriavano abiti e foulard passati alla storia del costume. Ma è soprattutto negli anni ’60 che nella moda entra la grafica, con figure geometriche e spigolose, effetti optical e, naturalmente, ispirazioni pittoriche. Un esempio su tutti? Il “Mondrian Dress” ideato da Yves Saint Laurent nel 1965 che diventa una vera e propria icona di stile dell’epoca.

 

Asos
Asos

Tornando ai giorni nostri e restando sempre in ambito grafico, diamo un occhio ad alcune collezioni appena viste sulle passerelle, come ad esempio quella di Asos della primavera 2014, in cui sono protagonisti righe e mix di stampe, effetti di colore o di ricami che recuperano geometrie e effetti grafici: il trionfo della grafica, insomma, con uno stile – a dire il vero – un po’ anni ’90. Ma si sa, nella moda, prima o poi tutto torna!

 

 

 

 

Aquilano Raimondi
Aquilano Raimondi

Altra tendenza 2014 sono gli abiti stampati ad arte che riproducono figure di quadri famosi, come le gonne in raso seta di Aquilano Raimondi decorate con immagini che ricordano da molto vicino le donne tahitiane di Paul Gauguin. Altra strada artistica, quella intrapresa da Christian Dior e Prada che decorano i loro abiti con figure di ispirazione pop art, per rappresentare un connubio tra il mondo dell’arte e quello della comunicazione.

 

 

 

 

Céline
Céline

Per continuare sulla strada dei grafismi, non potevamo dimenticare le ispirazioni etniche, in versione teatrale che, tra l’altro, omaggiano proprio quell’Yves Saint Laurent nominato a inizio post che nel 1967 disegnò la collezione “Bambara” ricca di abiti dai colori primari ispirati all’africa. Nel 2014 gli stilisti giocano con segni riconoscibili e geometrici: dalle enormi pennellate grafiche di Céline alle illusioni ottiche stile Escher della moda donna di Etro dove rielaborazioni digitali si fondono con il tribale e con le stampe tanto amate e celebrate da questo marchio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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