Se stiamo freschi è grazie a una tipografia…

Lo sapevate che quello che oggi è uno strumento comune indispensabile per sopravvivere al clima bollente estivo, e cioè il climatizzatore, è nato in una tipografia?
Sebbene sia presente in quasi ogni abitazione privata, in ogni locale pubblico e in ogni mezzo di trasporto con abitacolo, la sua invenzione è stata determinata dall’esigenza di una tipografia di Brooklyn, la Sackett-Wilhelms Lithographing and Publishing Company, di deumidificare l’aria, perché la carta si deformava continuamente in relazione all’umidità e gli inchiostri si alteravano, rendendo la stampa imprecisa. Per risolvere questo problema, fino a quel momento, veniva aumentata la velocità dell’aria o si aprivano le finestra per eliminare l’umidità con una corrente contrastante. L’umidità costituiva un grave problema in termini di produttività, perché portava ad un’interruzione sistematica del ciclo di lavorazione. Intorno al 1902, l’ingegnere statunitense Willis Haviland Carrier, che lavorava in una compagnia che forniva impianti industriali, studiò un meccanismo che sfruttava i passaggi di stato di un gas per raggiungere una variazione positiva o negativa dell’aria dell’ambiente circostante, generando rispettivamente caldo o freddo e determinando, al contempo, una riduzione dell’umidità contenuta nell’aria. La tecnologia, brevettata nel 1906, si basava sul principio scoperto da Michael Faraday circa un secolo prima, che un gas può venire raffreddato grazie ad una sua compressione e ad una successiva espansione. Tuttavia, i primi gas utilizzati che venivano dispersi nell’ambiente, come ad esempio il clorometano e l’ammoniaca, erano particolarmente dannosi quando non mortali per la salute dell’uomo, e solo nel 1928 vennero sostituiti dal freon, totalmente sicuro per l’uomo, ma altamente nocivo per l’ambiente. Carrier ideò il sistema per recuperarla in un circuito chiuso. Carrier passò gli anni successivi a migliorare la sua invenzione, fino a renderla utilizzabile anche in abitazioni private e a installarla nelle sale cinematografiche della Paramount Pictures Corporation, a cominciare dal Rivoli Theater di Times Square a Manhattan, nel 1925 dove nei mesi estivi il forte caldo riduceva accessi e, di conseguenza, i profitti. Carrier propose la soluzione del freddo riscuotendo un successo incommensurabile. Nei cinque anni successivi portò l’aria condizionata in trecento sale statunitensi, portando le persone al cinema anche per trovare refrigerio e assaporare una sensazione di fresco nelle stagioni più calde. I benefici furono lampanti e presto l’apparecchio si diffuse nelle industrie tessili e negli uffici, per arrivare, nel dopoguerra, fino alle automobili.

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