Tipografia elettorale: 4 consigli per una campagna efficace.

La tipografia elettorale fra nuove regole e strumenti immortali.

Con  la chiusura definitiva delle liste è ufficialmente partita la campagna per le elezioni politiche e amministrative del 2018: in attesa del 4 marzo, parliamo di tipografia elettorale offrendo ai candidati e a coloro che si occupano della loro comunicazione alcuni consigli che tengono conto di come in questi anni sia cambiato il mercato della comunicazione. E lo facciamo partendo da veri e propri classici della propaganda politica.

TIPOGRAFIA ELETTORALE: ASCOLTA, IL NEMICO TI PARLA
Quello che è stato un manifesto di culto della propaganda fascista ai tempi della seconda guerra mondiale è in qualche modo ancora valido ai giorni nostri: basta ribaltare il concetto che lo guidava. Se il nemico ti ascolta, non bisogna tacere ma parlare, soprattuto dopo aver ascoltato attentamente quello che ha da dire. L’ascolto di quello che viene chiamato il “sentiment” delle conversazioni, che ormai avvengono sempre più in rete che nelle piazze, è alla base di successi elettorali inattesi. Lo sa bene un italiano esperto di comunicazione digitale, Alex Orlowski, che grazie ai suoi programmi sofisticati di analisi delle conversazioni in rete ha saputo trovare il punto di svolta strategico per la comunicazione dell’attuale presidente del Perù Pedro Pablo Kuczynski, lavorando su quelli che la rete stava evidenziando come punti di debolezza (origini straniere, età avanzata, curriculum da multinazionali) in punti di forza capaci di motivare proprio il pubblico più giovane, riuscendo a farlo scendere in piazza per difendere quello che ormai era diventato il “suo” candidato.

TIPOGRAFIA ELETTORALE: L’ELETTORE CHE CONTA HA 20 ANNI 
Questo era un vecchio manifesto della Democrazia cristiana, deturpato spesso da mani ignote e burlone che invitavano, in modo decisamente volgare, il partito nel fiore degli anni a seguire gli istinti naturali di quell’età. Anche qui, il concetto va ribaltato: ad avere 20 anni, oggi, sono gli elettori più difficilmente raggiungibili dai messaggi tradizionali, ma che vanno cercati nei luoghi dove si raccolgono. In rete, ovviamente, ma anche fuori dai centri commerciali, dai cinema multisala, nei luoghi della movida… Oltre ai consueti manifesti e volantini, il nostro suggerimento è quello di preparare dei Roll-Up di forte impatto visivo che possano seguirvi in ognuna di questa tappe del viaggio alla ricerca del consenso di questo pubblico, che sarà quello che deciderà l’esito delle elezioni, anche con la sua astensione.

TIPOGRAFIA ELETTORALE: NELLA CABINA ELETTORALE GUTEMBERG, ZUCKERBERG NO 
Qui parafrasiamo una vecchia battuta degli eterni scontri fra Don Camillo e Peppone per sottolineare come, anche in tempi di social media decisamente pervasivi, possano e debbano continuare a esistere strumenti tradizionali come i cosiddetti “santini”. Stampabili nei formati dei tradizionali biglietti da visita con la lista e il nome del candidato da segnare per le preferenze, quest’anno possono essere arricchiti con istruzioni precise su come votare, per evitare che la propria scheda venga annullata. Con la nuova legge elettorale, infatti, il meccanismo è un po’ più complicato di quello delle elezioni precedenti, e mentre un foglietto stampato lo si può portare in cabina, aprire il cellulare può essere rischioso, dal momento che la legge proibisce di documentare il voto effettuato.

TIPOGRAFIA ELETTORALE: LA FORZA TRANQUILLA
per questo consiglio prendiamo a prestito un capolavoro della comunicazione elettorale, lo slogan creato da Seguela per il presidente francese Mitterand e che recentemente è stato saccheggiato anche dalla politica italiana. Nel nostro caso, la forza tranquilla che suggeriamo di avere è quella di organizzare le cose per tempo, badando sia alla qualità che alla velocità di esecuzione. Per questo, scegliere una tipografia online come 4Graph, che ha nella qualità di stampa e nella velocità delle consegne uno dei suoi punti di forza, saprà darvi la serenità necessaria per pensare soltanto a convincere gli elettori indecisi.

 

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