MANIFESTI D’ARTE

#4notes

L’estate, soprattutto questa estate, è il momento in cui la gente ha voglia di uscire per le strade per incontrarsi con gli amici, o anche solo per fare una passeggiata: per questo l’estate è il momento ideale per affidare la propria comunicazione alla pubblicità esterna, dai tradizionali poster ai grandi manifesti 6×3 (in promozione su 4Graph.it per tutto il mesi di luglio 2020) fino ai manifesti d’arte. La pubblicità “outdoor”, infatti, ha sempre avuto un grande impatto sulla cultura popolare e ha influenzato anche forme di espressione artistica “alte”.

Primo fra tutti Mimmo Rotella, che con i suoi “decollages” ha scoperto il lato poetico delle affissioni pubblicitarie e alle loro sovrapposizioni che segnano il passaggio del tempo. Strappando pezzo dopo pezzo le sovrapposizioni di un manifesto sopra l’altro, Rotella fa emergere icone pop come Marilyn o Moira Orfei, simboli di partiti politici e locandine di film…

L’affissione commerciale ha poi ispirato modalità di espressione artistica autonoma, a partire dalla sticker art che si vede per le strade delle grandi città fino ad arrivare ai progetti più strutturati di manifesti d’arte. L’esempio forse più importante di quest’ultima categoria è probabilmente Cheap, che periodicamente trasforma i muri di Bologna in una galleria d’arte a cielo aperto, capace di stupire, provocare, attirare l’attenzione su argomenti sociali che di volta in volta sono indicati come temi agli artisti che intendono partecipare all’iniziativa. Quest’anno il tema è “La lotta (è) FICA”, e si traduce in 25 poster su tutta via Indipendenza dedicati alla lotta contro il sessismo, il razzismo e ogni forma di discriminazione. Fra le artiste presenti in mostra, le Guerrilla Girls che fanno riflettere su come anche nel mondo dell’arte il femminile sia solo oggetto e non soggetto: contro il 4% di artiste presenti nelle gallerie d’arte moderna, i nudi femminili sono il 76%.

A diventare protagonista di una vera e propria installazione di manifesti d’arte a tematica sociale è stata anche la protagonista del film “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”, dove una straordinaria Frances McDormand affitta tre enormi spazi 6×3 per lanciare a tutta la comunità cittadina la sua protesta per l’assassinio della figlia rimasto impunito.

Per chiudere in musica, in questa rassegna dedicata alla presenza delle affissioni esterne nell’arte dobbiamo per forza ricordare “il cartellone che fa della pubblicità” cantato da Amedeo Minghi e Mietta in “Vattene Amore”, la canzone del “trottolino amoroso”. Perché niente è più in grado di rappresentare la cultura pop, e di esserne rappresentato, di uno strumento di comunicazione come le affissioni esterne.

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